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La neve è finita, andate in pace

Neve senza neve

Peccato. Più che altro perché al di la degli indubitabili cambiamenti climatici – la temperatura si è alzata di fatto peggio che nei peggiori scenari predittivi – finora in Appennino c’era andata bene. Anzi paradossalmente quasi meglio. Quasi. Quest’anno per esempio è mancata la botta di tramontana da 3gg e 0 gradi a Roma.
Vabbè ci si può rifare con il surf noAspetta un attimo.
No.
Le stesse perturbazioni che portano la neve portano anche vento e onde. E allora? E allora maui no ka oi. Dove però ha fatto miglior inverno degli ultimi 20 anni, quindi la primavera è a forte rischio de cippa.
A Maui, daje, aridacce vento e onde..

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Lo scirocco infrasettimanale

La Bomba – Natale 2019

Dagli annali iSurf (2005)

Puntuale come un orologio è arrivato lo scirocco di fine estate.

Un tempo a chiudere l’estate faceva il maestrale (ricordo diversi anni fa una settimana di fila, proprio a settembre , e la ricordo bene perchè avevo passato l’ordine al mio laboratorio di fiducia per costruire una tavola nuova custom dando la mia subito in cambio per arrivare al costo della nuova…), adesso è qualche anno che il maestrale è andato in pensione. . . e ci ha lasciato lo scirocco, che quest’anno ha preso pure il posto del termico e un’altro pò sostituisce pure la tramontana.
E vabbè.


Uno dice, a guardare le probabilità, esiste il 14% di possibilità (1/7) che faccia vento durante un giorno qualsiasi della settimana scelto da voi a caso.
Quindi le possibilità che faccia vento il fine settimana sono il 28% contro un 72% che ti fotta e lo faccia in un feriale (qualche purista della statistica avrebbe da ridire . . . ma semplifichiamo le cose, per completare il ragionamento) 
Tutto sommato poteva andarci peggio. 
Se pensiamo alle probabilità di vincere al superenalotto (che tutti i surfisti giocano con la prospettiva di trasferirsi alle Hawaii), sono molto ma molto inferiori. Facciamo a tempo a diventare tutti Campello, uscendo esclusivamente nei fine settimana. . . 
Allora la domanda semplice e disarmante che ti faccio è: ma come mai il vento arriva sempre nei giorni feriali? 
Come mai il nostro log book è una somma di 72% che si danno man forte l’uno con l’altro, e il vento fa sempre due pompate di venerdi e riesce a planare liscio attraverso i nostri fine settimana, senza fermarcisi neanche per sbaglio?
Mah. . . 
A questo aggiungerei le perversioni informatiche che ormai ti informano in tempo reale e le telefonate degli amici e il quadro di sofferenza è completo.

Per ricapitolare. 
Già lo sapevi dal giorno prima, ma saggiamente hai fatto finta di niente.
Magari di mattina ti arriva un sms del professore, se hai sottoscritto il suo servizio di infowind, che ti avverte che non solo era previsto (cosa che ci lascia ormai quasi perfettamente indifferenti, date le possibilità ancora elevate di sòla) ma c’è anche e per davvero! 
Verso le 11 poi magari la telefonata di un amico (c’è n’è sempre uno, e Andrè?) che dal tuo spot ti manda un laconico sms che declina “Lo so che stai soffrendo, ti volevo dire che è bellissimo” 
Ora dico io, ma se lo sai, perchè diamine mi mandi l’sms? 
Spirito sadico? 
Per vedere se scoppio e sentire il botto dalla Centrale? Mah. . .

Purtroppo non è finita li . . esiste anche Internet e la lan aziendale . . e i siti meteo in tempo reale, alcuni con i grafici temporali del vento (corallo beachwindfinder osservazioni itasurf.itwindwatch). Il mio browser in queste giornate al posto del pulsante di refresh ha un buco, a forza di rischiacciare per vedere gli aggiornamenti . . .

Ultimo e non meno curioso fenomeno. 
Se Mercoledi 15 settembre 2005 andavi alla Centrale, o Giovedi 16 a Focene, e ti portavi l’elenco alfabetico dei serfisti romani – che a Roma come ovunque in Italia grazie alla lungimiranza delle politiche di produttori e negozi sul settore giovanile si sono praticamente estinti nel corso degli ultimi 20 anni – e facevi l’appello, notavi non più di una decina di assenze parzialmente giustificate.
Ora io sono anni che mi chiedo che lavoro facciano i surfisti.

Certo meglio del mio, che non mi ha mai consentito di fare sega (va bene, lo ammetto, qualche rarissima eccezione, che ricordo però una per una, per il contorno creativo di palle che ho dovuto inventare a supporto e per il malox che ho dovuto assumere pre riprendermi dopo aver zippato un’uscita windsurf in 2,5 ore ufficio-uffico), pur avendo cambiato completamente genere almeno già tre volte.
Sono tutti professionisti romani che hanno visto in anticipo la sciroccata e si sono sbancati la giornata dagli appuntamenti? 
Tutti medici e dentisti che fanno chiamare i pazienti dichiarando gravissime incombenze dell’ultimo istante?
Tutti commerciali che si fissano l’apputamento col cliente guarda caso in località marina?
Tutti imprenditori che sanno far lavorare gli altri al posto proprio? 
Tutti disoccupati o impiegati ministeriali

Non credo.

Non sarebbe possibile . . 
Penso che i clienti alla terza sciroccata di fila si ribellerebbero, o no? E al successivo professionista o fornitore di servizi prima di diventare loro clienti gli chiederebbero “Scusa, ma n’è per caso che te fai uinserf, vero? .. No perchè sinnò tieni un pò bene aperto l’occhietto a zio ..” 
Che il capoufficio alla terza richiesta di permessino gliene farebbe uno definitivo, che non richiede la necessità di rientro. . 
E un adagio dell’imprenditoria detta che se non stai a bottega, difficilmente le cose funzionano.

E allora? Come è possibile?
E’ un mistero glorioso . . . anzi . . . sono molto curioso di scoprire il tuo trucco . . .

Ti immagini l’economia del windsurf?
Ti alzi in un giorno di vento scendi al bar e trovi un cartello con scritto: “Chiuso causa vento”
Fai dieci metri vai per fare benzina, e trovi chiuso. E vabbè, dici, tanto oggi vado a Focene, la faccio domani.
Passi dal tuo negozio di windsurf preferito prima dell’uscita per ricomprare le cimette del trapezio, e niente, stanno al mare pure loro.
E vabbè, esco senza cimette, ergo senza trapezio, alla Craig Mainsoville, detto Masonite, che diversi anni fa usciva a hookipa sempre senza trapezio (ora è in cura in un centro specializzato per le malattie neurologiche, ma non alle braccia).
Arrivi al mare, e prima di fare i primi due bordi, ti viene fame (lo ammetto, questa è improbabile . . data la foga prevento del serfista .. ma abbi pazienza). Ti giri intorno e niente. Bar tutti chiusi. Stanno tutti serfando
In compenso dai un’occhiata al tuo spot, sul picco, e vedi 3 milioni di romaniE questi? Mo che ci fanno tutti qua? Ma n’annavano alla partita na volta?
No, non sarebbe possibile. 

Sono peraltro anni che mi chiedo se uno contribuisce più al PIL lavorando o surfando (si lo so, non sto bene, me lo dice sempre anche il mio psicanalista. . . )
Caso I – scelgo di lavorare: nel mio caso se c’è vento, il contributo è minimo. . . dato il tempo che passo a fare refresh sul pulsante del browser del sito di meteo in tempo reale di cui sopra. Però è anche vero che vado in pausa e mangio (transazione economica) che uso il telefono (transazione economica) che faccio perdere tempo ai colleghi distraendoli (transazione economica di effetto negativa). Diciamo che vuoto per pieno il vostro stipendio diviso per 210 lo portate a casa, a cui si aggiungono appunto i caffè, i costi di trasferimento da e per l’ufficio, le telefonate etc etc. Diciamo che tutto incluso su un profilo medio di windsurfista (gente che tra attrezzatura, viaggi, station wagon e amenità varie ha una struttura di costi non proprio indifferente . . . ) circa 160 eu.

Vediamo ora il caso esco in windsurf e vado alla Centrale.
Gasolio: per la centrale con andata e ritorno alla media 150 kmh (velocità minima prevento 240 kmh . . . con ritorno a 60 kmh in stato comatoso . . . codice della strada e punti inapplicabili al serfista) fino anche a 20 eu.
Casello autostrada 3 eu (forse di più, mo c’ho il Telepass e manco lo so più . . la Società autostrade infatti ti manda quegli estratti conto con scritto sopra 60 . . . ma per quanto ne sai tu ce potevano scrivere pure 6,000)
Supplemento scendo-in-acqua-tra-poco-non-sia-mai-che-mi-viene-fame alla colazione: 5 eu.
Ammortamento auto accelerato per usura = 5 volte l’uso normale. Infatti vi sparate 200 km, supponendo che teniate l’auto fino ai 40,000 km che fate in 3 anni, che questa valga nuova 25,000 e 10,000 quando la vendete a fine periodo questo vuol dire circa 100 eu di costo aggiuntivo per la vettura (136 eu – i 26 di ammortamento se la tenete ferma in garage). Trascurando l’usura dei pneumatici, minima se non sei il DeCesaris ..
Usura attrezzatura. Vale circa 5000 eu (supponendo che abbiate roba buona, 2 tavole, 3 vele, albero rdm, boma carbon, muta trapezio e ferraglia standard + due pinne, e cha abbiate comprato tutto bene, o molto bene). Sta roba se non siete particolarmente fissati la tenete in media circa tre anni, quindi 5000/180 (media 60 uscite/anno per i windsurfisti della domenica molto dediti) e abbiamo quindi circa 28 eu.
Morale: 20+3+5+100+28= 156 (i 4 te li risparmio a meno non che non ci tieni prorio). Quindi? Quindi è perfettamente indifferente se state incollati alla sedia o andate al mare!!!.
Se vi andate a sparare qualche forward alla Centrale o rimanete in ufficio all’economia italiana non gli cambia niente!!! 
Ammesso chiaramente che non vi licenzino o non andiate falliti per l’assenza, nel qual caso aumentano i costi sociali.
Se avevi anche il minimo senso di colpa, ora ti ho liberato
Quindi dovendo proprio scegliere, serfate gente, serfate! .. incuranti di quanti rimangono in ufficio e rosicano ..

Epic sessions

There are rare times when even Italy pulls it all together.
Rome is endowed with a decent fetch both from the west and the south, south being reasonably better.

The Med is a big lake, but its shores are pretty far apart. Under the right conditions and when the wind blows for a couple of days in the same direction the swell can pick consistently and even if it never reaches a truly ocean-like period it can ratchet up in the high single digits, making it for an enjoyable session.

The second of December was one of those days, and we have a little gallery to prove it.

And the swell came, and the swell went ..

The nicest shot I got on the day

And so the mythical and long sought after swell came and .. went .. and was a bit of a disappointment to me.
You would have expected – having been surfing and windsurfing and in one more day kiting for five weeks – that I would be the fittest and readiest windsurfer in town. I know this place.
I cannot say I command Ho’okipa after a total of over 12 months of sailing here spread over 20 years – my first time here was in 1999 – but man I do know this place, his tricks and pitfalls.
And I have been on the water in Ho’okipa almost every day for five weeks, so being fit and training are definitely not an issue.
My session on the 19th of April alas was a total disaster.
I’ve had three separate sessions, with in between the second and the third a long shooting session whose results are captured in iSurf.it albums.
Take away from the day number one, especially when it’s hyper busy.

Look at the wind! Midday – empty and nuclear


Do get the sail right.
It might look obvious but if you are underpowered and your session mates are the best windsurfers in the world you’d better be going if you want catch a wave.
That is unfortunately not what occurred to me around 12:00 when I first got in. I was slogging on my 4.5 and saw everybody else taking waves from the back, from the front, from the upside, from beneath me.
I was standing idle, not moving at all and could not even pump to get on the plane, coz someone else would already be coming planing from the outside and make my “pumpable” wave on my behalf.
This ain’t mid march anymore where an error like this, having often been in 5 on the water or less, would be spared.
This is end super busy of April and a mistake like that kills your session.
I got close to zero waves and what I made was the left overs of others.

Ricardo Campello downrigs a notch for his second session: from 4.7 to 4.5

I did get out, but in the meantime the bad news is that you have wasted all your best energies of the first session, as the rest of it, the waves on the head, the let-try-my-luck-to-get-out part and the effort are on par with the best sessions.
Sesh two was in mid afternoon after having had my take-away home-made lunch at the car.
I got back in, and boy this time it was windy.
It was not just windy.
It was nuclear.
My 4.5 was way overpowered and the wind was typical Ho’okipa stuff, up and down 0 to 35 knots. By this I don’t just intend to exaggerate the fact that is the wind is not constant.
I do intend to say that at times you are sitting empty handed, and two seconds after you are struggling to sheet in your sail. It’s a bit of a ride on a raging bull.

This was my best wave shot of the day. You can tell it was not my day

So I got three nice waves, and then found myself in front of the beach with the forearms completely stiffened and having a hard time to water start due to fatigue and the nuclear wind. As a Ho’okipa semi-veteran I now am, I do know what needs to be done in these cases.
Get your ass out of the water immediately before you damage your kit or get hurt.
And that is what I did: I sailed in after less than half an hour.
Next I got to my spot on the hill to shoot photos and videos and appreciate at the fullest the art of windsurfing represented at the very top of the game.
After an hour and a half I was done with over 450 shots and 2 Gb of hi quality video: Album Part I Album Part II Video

Titoun-theMonkey going wild

After shooting the champs, I figured I was ready and hyped to get finally a good sesh in.
I went back in, always on my 4.5 with on an easing wind.
Got out nicely, what I dub “the strike” in bowling terms, that is when you are able to get in without taking any waves on the head, not very common feature in my sessions at Ho’okipa, and set myself up at Green Tress waiting for some good sets. The crowds were much better than the morning. We must have been 12 but were rapidly increasing with the late session brigade making the water. By comparison at lunch we were out in just 5.

How we would always like our lives to be: gear rigged up sitting on the beach and Hookipa firing on 4 cylinders

Unfortunately the wind had eased a bit too much for my 86 and 4.5 to feel confident. I got another three nice waves, rode them to the best of my ability and then decided, noting I was tired, it was getting busy and the forecast for the next day looked even better than it was for the day, to come out after less than 1 hour.
I did not want to find myself struggling the little wind and high surf in the evening.
I got out. The day was gone. My wave count was minimal to my 2019 standards, with possibly less than 10 good waves. What in 2016 would have counted for a super session.
I was hopeful for Saturday, but Saturday will prove to be a total disappointment, with the swell going back to 1 ft summer conditions in a matter of a few hours.
So my Good Friday was wasted and the expected session of the season did not work out for me as it has for many others.

An expert of later sessions, Graham Ezzy, showing how it’s done

But – men and women – this is Ho’okipa.
You are welcome to love her or hate her, but you have to acknowledge she is never and easy girl.
She does not let herself be subdued by anyone.
She can work in your favour if you pursue her long and well enough and you whisper to her the right words in her ear.
But she will never ever be yours.
An acquaintance, never a friend.
Ready to let you down and run for the next lover, more appealing, fitter or simply more motivated to pursue her than you are.
Ho’okipa, I love you!!
Like all the things that you know for sure in life will never be fully yours.

Evening: winds shifted side off and the conditions looks good even on the iPhone

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